Gian
Maria Volonté
Milano, Italia 09-04-1933
Florina, Grecia 06-12-1994
Tra gli attori italiani, Gian Maria Volonté è stato
certamente uno dei più dotati, un istrione virtuoso ma
estremamente misurato, il volto indimenticabile del
miglior cinema drammatico d'impegno sociale e politico
dei nostri anni Settanta.
Nato a Milano, il 9 aprile 1933, Volonté si è diplomato
a Roma nel 1957 all'Accademia d'Arte Drammatica e ha
subito iniziato a lavorare per la televisione e
soprattutto per il teatro.
Ha interpretato sul palcoscenico i drammi di Shakespeare
e le commedie di Goldoni, diretto dai maggiori registi
teatrali, tra cui Luca Ronconi.
Nel cinema ha esordito nel 1960 con Sotto dieci
bandiere di Duilio Coletti e l'anno successivo è
apparso nel provocatorio A cavallo della tigre di
Luigi Comencini.
Nel 1962 Gian Maria Volonté ha ottenuto il suo primo
ruolo da protagonista nel film Un uomo da bruciare,
diretto dai fratelli Taviani e da Valentino Orsini e
premiato dalla Critica al Festival di Venezia. Dopo
essersi fatto notare con Il terrorista di
Gianfranco De Bosio e con Il taglio del bosco di
Vittorio Cottafavi, Volonté è passato con disinvoltura
dal ruolo del villain nel western di Sergio Leone Per
qualche dollaro in più (1965) a felici incursioni
nella commedia con Il magnifico cornuto (1964) e
soprattutto con il cult movie L'armata Brancaleone
(1966).
Poliedrico e versatile, sempre perfetto nei toni e mai
sopra le righe, Gian Maria Volonté ha iniziato così la
sua carriera di mattatore, interpretando una galleria di
personaggi indimenticabili per stile e misura.
Nel 1967 è stato l'intellettuale distaccato di A
ciascuno il suo, grazie al quale ha conquistato il
Nastro d'Argento, e l'anno successivo ha tratteggiato uno
straordinario Aldo Cervi nel film di Gianni Puccini, I
fratelli Cervi, ispirato ad una storia vera sullo
sfondo della resistenza e della lotta partigiana.
Dopo Banditi a Milano (1968) e I senza nome
(1970), Gian Maria Volonté ha interpretato il capolavoro
di Elio Petri, Indagine su un cittadino al di sopra di
ogni sospetto, premiato nel 1970 con l'Oscar per il
miglior film straniero, in cui ha indossato i panni del
poliziotto corrotto e colpevole che inquina le prove e
infine si autoaccusa.
La sua interpretazione magistrale conquistò il pubblico
e la critica e venne premiata al Festival di Venezia con
il Nastro d'Argento.
Nel 1971 ha interpretato Vanzetti in Sacco e Vanzetti
di Giuliano Montaldo e ha ricevuto applausi al Festival
di Cannes. Memorabile in La classe operaia va in
paradiso, Volonté ha interpretato nello stesso anno,
il 1972, anche il redattore capo di Sbatti il mostro
in prima pagina e il presidente dell'ENI Enrico
Mattei nel celebre Il caso Mattei di Francesco
Rosi.
Militante comunista ne Il sospetto di
FrancescoMaselli (1975) Volonté si è trasformato poi
nel notabile democristiano di Todo Modo (1976),
diretto ancora da Elio Petri.
Le sue apparizioni negli anni Ottanta si sono diradate,
ma Gian Maria Volonté ha conquistato ancora un premio a
Cannes con La morte di Mario Ricci (1983), ha
vestito i panni di Aldo Moro ne Il caso Moro (1986)
di Giuseppe Ferrara e si è distinto con un'altra delle
sue indimenticabili interpretazioni in L'opera in nero
(1988).
Nel 1990 ha ricevuto il premio Felix come miglior attore
europeo con Porte aperte di Gianni Amelio e nel
1994 è stato il protagonista de Il tiranno Banderas
di José Luis Garcia Sanchez, ennesima prova d'attore,
purtroppo l'ultima.
Il 6 dicembre 1994 Gian Maria Volonté è morto in Grecia
sul set de Lo sguardo di Ulisse di Theodoro
Angelopulos e così uno dei nostri più grandi attori è
uscito per sempre dalla scena.
Biografia tratta da

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