Claude
Lelouch
Parigi 30-10-1937
Parigino, nato il 30 ottobre 1937, Claude Lelouch
adora il cinema fin dagli anni della sua infanzia, quando
la madre, non potendo permettersi una baby-sitter, lo
lasciava in custodia alle 'maschere' del cinema per
lunghi pomeriggi. Il piccolo Claude restava nel buio a
guardare anche per tre volte di seguito lo stesso film,
poi nelle pause, correva dietro lo schermo nella speranza
di incontrare gli attori. A furia di guardare film il
cinema gli entra pian piano nel sangue, così appena
compiuti i diciotto anni e ottenuto il diploma, si fa
regalare dal padre (un sarto ebreo di origine algerina)
una macchina da presa per andare in giro per il mondo a
realizzare documentari. Si spinge a Suez, a Budapest e
nell'ex Unione Sovietica, continua a girare brevi film
anche durante il servizio militare, poi sempre aiutato da
suo padre, fonda una casa di produzione indipendente, Les
Films 13. Dopo aver realizzato numerosi cortometraggi e
soprattutto una serie di 'scopiotones', brevi video
musicali destinati ai juke-box, finalmente nel 1960
Lelouch dirige il suo primo lungometraggio, Ciò che
è proprio dell'uomo.
Il grande successo arriva però soltanto nel 1966, grazie
a Un uomo, una donna, con Anouk Aimée e Jean-Louis
Trintignant, che conquista tantissimi premi, tra cui la
Palma d'Oro a Cannes e ben due Oscar, quello per il
miglior film straniero e quello per la migliore
sceneggiatura originale. Il film racconta la storia di un
amore,con lo stile leggero, dolciastro e patinato che
segnerà anche nel futuro il cinema di Lelouch, un cinema
romantico amato dal pubblico che però non convince mai
del tutto la critica, nemmeno quella francese. Infatti,
al suo esordio nel 1960, Lelouch viene liquidato così
dai Cahièrs du Cinèma: "Claude Lelouch, un nome
che sicuramente non sentirete più nominare". E
nemmeno i premi ottenuti con Un uomo, una donna
spingeranno mai la critica a guardare con un occhio più
benevolo ai lavori del regista parigino.
Ma Lelouch non si lascia scoraggiare da qualche fischio e
continua la sua produzione cinematografia con sempre
maggiore attenzione ai temi del romanticismo, dell'amore,
dei rapporti tra i sessi. Seguono quindi decine di
titoli, tra cui Vivere per vivere (1967), Un
tipo che mi piace (1969), lo spassoso Voyou - La
canaglia (1970), 3 dritti a Saint-Tropez (1971),
realizzato in soli otto giorni di riprese, Una donna e
una canaglia (1973), uno dei suoi film migliori con
un po' di giallo a colorare le consuete tinte rosa. Gli
anni Settanta proseguono, per citare solo qualcuno dei
film realizzati in questo periodo, con Il gatto, il
topo, la paura e l'amore (1975), La fabbrica degli
eroi (1976) e Un altro uomo, un'altra donna (1977),
che undici anni dopo il successo di Un uomo, una donna,
trasferisce la stessa storia nella cornice del far west.
Lo stesso film viene ancora citato da Lelouch anche
all'interno di Un uomo, una donna oggi, nel 1986.
L'amore viscerale del regista per il racconto e
l'immagine cinematografica si concretizzano ancora
attraverso Ci sono dei giorni e delle lune (1990),
La belle histoire (1992) e soprattutto con I
miserabili (1995), film con il quale ottiene un
Golden Globe e che non realizza adattando il celebre
romanzo di Victor Hugo, ma piuttosto parafrasandolo. Nel
1996, Uomini e donne: istruzioni per l'uso fa
parlare di sé soprattutto per la presenza nel cast del
discusso politico francese Bernard Tapie. Al film prende
parte anche Alessandra Martinez, ballerina e attrice
italiana, sua seconda moglie. Con Per caso o per
azzardo (1998) e poi con Una per tutte (1999),
Lelouch continua ancora a raccontare la vita attraverso
la macchina da presa che lui stesso non rinuncia mai a
manovrare sul set e a chi gli chiede qual è il filo
conduttore che lega i suoi film, lui risponde appunto:
"Credo che sia semplicemente l'amore per la vita,
unito al desiderio di farla amare anche a tutti gli altri.
La vita ha un ottimo progetto, io voglio poter aiutare a
modo mio questo progetto".
Biografia tratta da

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