Eli
Wallach
New York 07-12-1915
Vicino a Clint Eastwood, più che il brutto, Eli
Wallach avrebbe preferito fare il cattivo nel film di
Sergio Leone Il buono, il brutto e il cattivo (1966).
Un cattivo da aggiungere alla lunga serie inaugurata
dieci anni prima quando, senza troppi complimenti, aveva
sedotto una giovanissima Carroll Baker (Baby Doll - La
bambola viva, Elia Kazan,1956). Nato a Brooklyn, New
York, il 7 dicembre 1915, dopo essersi laureato presso l'Università
del Texas, durante la guerra lavora come ufficiale medico.
Nel 1945 debutta sui palcoscenici di Broadway imponendosi
presto come uno dei più importanti interpreti teatrali
di quegli anni, particolarmente convincente nel ruolo da
protagonista in "The Rose Tattoo", di Tennessee
Williams. Nel 1948 sposa l'attrice Anne Jackson, sua
partner in molti spettacoli. Un matrimonio destinato a
durare tutta la vita, allietato dalla nascita di tre
figli. Tra i primi allievi dell'Actors' Studio di Lee
Strasberg, dopo tanti successi teatrali figura per la
prima volta sul grande schermo in Baby Doll, forse
non immaginando che al cinema, da quel film in poi,
impersonerà spesso tipi poco raccomandabili. Primo fra
tutti, il crudele capobanda messicano de I magnifici
sette (John Sturges, 1960). O il rapinatore di treni
in La conquista del West (Hathaway, Ford,
Marshall, 1962). Ma la sua formazione artistica gli
consente di calarsi in qualsiasi ruolo. Ama teneramente
Marilyn Monroe ne Gli spostati (John Huston, 1961)
e poi, accanto ad Audrey Hepburn, si improvvisa raffinato
falsario in una divertente commedia di William Wyler (Come
rubare un milione di dollari e vivere felici, 1966).
Il successo internazionale arriva proprio con un film
italiano, quel western spaghetti in cui fa la parte del
brutto, bandito senza scrupoli e burlone con due
sfavillanti denti d'oro. Nonostante rischi l'infarto
mentre corre trafelato in mezzo alle lapidi di un
cimitero, conserva un buon ricordo della lavorazione de Il
buono, il brutto e il cattivo e di Sergio Leone. In
seguito torna spesso a lavorare in Italia, un paese che
ama molto e di cui riesce ad imparare (un po') anche la
lingua. Dagli anni '80 è molto attivo soprattutto in
televisione, ma non rinuncia a comparire accanto a due
vecchie glorie hollywoodiane (Kirk Douglas e Burt
Lancaster, Due tipi incorreggibili, Jeff Kanew,
1986) o nella saga de Il Padrino (Parte III,
Francis Ford Coppola, 1990). Dopo aver recitato con lui
in Viva la muerte... tua (Duccio Tessari, 1971),
è ancora vicino a Franco Nero nell'esordio registico del
figlio Carlo Gabriel Nero (L'escluso, 1999).
Biografia tratta da

|